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Il titolo è abbastanza esplicativo: in questa serie di articoli (non so quanti, dipende da come mi gira) spiegherò in modo più o meno approfondito come costruire un cabinet arcade (il cabinato da sala giochi o da bar, insomma) utilizzando una stampante 3D per costruire la struttura principale, mentre il Raspberry servirà per la parte software, ovvero gli emulatori, grazie al progetto Retropie.

In questa “prima puntata” parlerò diffusamente del progetto e darò qualche consiglio generale; inoltre, c’è la fondamentale lista degli attrezzi e dei materiali necessari. Potete anche fare delle variazioni o delle migliorie, se ne siete in grado: io sono un dilettante, sicuramente ci sono molte cose che si possono fare meglio, ma intanto è assodato che, seguendo passo passo questa serie di articoli, il cabinato arcade diventerà realtà 🙂

Erano diversi anni che avevo in mente di costruire un piccolo cabinato “da bar” per farci girare gli emulatori arcade (MAME, Final Burn e altri); all’inizio avevo pensato di usare il legno per costruire il cabinato, ma poi mi sono reso conto che serve una serie infinita di attrezzi per ottenere un buon risultato, oltre alla necessaria abilità nell’usarli. Non per ultimo, serve spazio. Tanto spazio. E io non ce l’ho.

Alla fine, visto che mi è capitata fra le mani una stampante 3D (ne parlo proprio in questo articolo) ho pensato che, nonostante qualche piccola “difficoltà”, il progetto poteva essere realizzato.

Si, perchè c’è un dettaglio, per me importantissimo, da tenere presente: volevo fare tutto da solo. Quindi, o il progetto iniziava e finiva nel mio garage, oppure non se ne faceva nulla. Con una stampante 3D, la parte più complessa, ovvero la struttura, poteva essere realizzata completamente “in casa”.

Per iniziare

Oltre alla stampante 3D, che è un requisito fondamentale per completare il progetto, servono alcune competenze/abilità accessorie, per esempio:

  • principi di base di elettronica, per esempio saper eseguire una saldatura, usare un multimetro, non morire fulminati quando si gioca con la corrente ecc…
  • abilità manuali di vario tipo, per esempio carteggiare, dipingere a pennello e spray (o aerografo, ancora meglio)
  • saper usare utensili tipo Dremel, trapano e così via

e soprattutto, possedere gli attrezzi (o chiedere ad un amico di prestarveli!)

Se quindi avete deciso di imbarcarvi in questa impresa, vi conviene leggere per bene la lista degli attrezzi e dei materiali necessari, per evitare di trovarvi a metà del progetto senza possibilità di continuare perchè vi manca qualche pezzo o strumento 😉

Lista degli attrezzi

Di seguito una lista, spero completa, di tutti gli attrezzi che ho usato in questo progetto; la lista dei materiali è appena dopo

  • Stampante 3D (ovvio)
  • Pinze (grandi, piccole, più ne avete meglio è)
  • Pinzette da elettronica
  • Cacciavite con punta flessibile (tipo questo)
  • Pistola termica (come questa)
  • Saldatore
  • Dremel o attrezzo simile, con una buona serie di punte e accessori
  • Forbici da elettricista o pinza spellafili
  • Multimetro digitale
  • Pennello in setola, 2 o 3 cm di larghezza (prendetelo di buona qualità, in setola e non di plastica: la differenza si sente!)
  • Cutter di precisione, o un buon taglierino (sarebbe meglio entrambi, comunque)
  • Carta abrasiva di varie grammature, dalla più grossolana alla più fine; io ho usato quella da muro con ottimi risultati

Lista dei materiali

Qui invece c’è l’elenco dei materiali necessari per completare il progetto

  • 2 Bobine da 1 Kg di filamento in PETG, diametro adatto alla vostra stampante (di solito 1,75mm) – io ho usato questo
  • Viti e bulloni M3 di varie misure (questi, per esempio)
  • Guaine termorestringenti di varie misure (queste)
  • 4 Interruttori a levetta (io ho usato questi)
  • 1 boccola pressacavi formato PG7 (su Amazon le vendono in quantità consistenti, forse la trovate singola da un elettricista)
  • Filo elettrico, possibilmente colorato e di buona qualità (io ho riciclato dei cavi di potenza da PC)
  • Biadesivo/nastro di montaggio (Tesa, UHU, Pattex… basta che sia di quelli davvero tenaci)
  • Striscia di velcro adesivo (si trova in merceria, o dal Cinese sotto casa 😉 )
  • Fondo aggrappante spray per plastica
  • Primer spray (non necessario, ma consigliato)
  • Spray acrilico del colore che volete (io ho scelto il nero opaco)
  • Smalto all’acqua ad alta copertura (questo, davvero ottimo)
  • Fascette da elettricista, varie misure; 10,15,20 cm vanno benissimo, se volete ci sono anche colorate
  • Nastro “Americano”, ovvero il nastro telato ultraresistente: anche qui, preferite marche note come Tesa, 3M e così via
  • Nastro Tesa Perfect  (questo)
  • Foglio A4 di similpelle/ecopelle o un materiale per le rifiniture di vostra scelta (io ho riciclato una vecchia custodia per iPad in pelle)
  • Nastro isolante (l’ho già detto? niente cinesate!)
  • Connettori DC 12V 2.1mm (questi sono perfetti)
  • Alimentatore switching 12V 10A (va benissimo quello per le luci led) con almeno due uscite separate (questo qui)
  • Alimentatore switching 5V 3A (come questo)
  • Regolatore di tensione di tipo “step down”, da 12V a 5V (non li ho usati perchè davano problemi alla parte audio, ho usato un alimentatore separato)
  • Cavo micro USB con terminali liberi (già spellato è meglio, ma potete anche spellare da soli un buon cavo USB) (sempre su Amazon, se volete, ma il prezzo è decisamente aumentato)
  • Raspberry Pi3B+ (meglio l’ultimo modello, è più potente!)
  • Scheda di memoria SDXC da almeno 32 GB
  • Display 9,7 pollici LVDS; io ho recuperato un display funzionante da un iPad prima generazione, così ho risparmiato qualche soldino. Lo stesso display, modello LP097X2, si trova anche come pezzo di ricambio su eBay, basta cercare (ma i prezzi non sono sempre buoni)
  • Controller LVDS con inverter, controlli e presa HDMI per il display. La scheda cambia in base al display, quindi se recuperate uno schermo da un iPad seconda o terza generazione, dovete individuare il modello del display e acquistare la giusta scheda di controllo. Io ho usato questa, visto che ho usato il display di un iPad prima generazione.
  • Cavo HDMI corto (20 cm bastano e avanzano)
  • Joystick di tipo Arcade con 8 pulsanti diametro 30mm e 2 pulsanti diametro 24mm (il kit è sempre quello, ce ne sono di innumerevoli tipi e prezzi…scegliete voi!) – questo su Amazon o questo su AliExpress
  • Striscia led con controller compatto e telecomando, preferibilmente in radiofrequenza (RF) e non a infrarossi. Io ho usato questa, ma non c’è più, quindi potete provare con questa
  • Amplificatore a due canali da 12V  per l’altoparlante, con potenziometro (questo va benissimo, ma potete prenderne anche uno più piccolino, visto che questo arriva fino a 50 Watt!)
  • Altoparlante passivo, da 5 o 8 cm di diametro, impedenza 5 oppure 8 Ohm (io l’ho recuperato da una vecchia radio, credo sia un 8 Ohm ma non ho nemmeno verificato: l’ho attaccato biecamente all’ampli e funzionava)

Come potete vedere, l’intero progetto non è proprio “una passeggiata”, sia dal punto di vista dei materiali, sia del costo.
Quest’ultimo dipende da moltissimi fattori, primo fra tutti la fortuna che avete nel trovare le offerte migliori online. Per farvi un esempio, la striscia led l’ho pagata 6 Euro, ma adesso non è più disponibile (ed era anche salita a 17,99 Euro). Inoltre, alcune cose le avevo già (il display ad esempio, o i vari nastri adesivi, la carta abrasiva, il saldatore ecc…), quindi ho potuto contenere i costi.
Il joystick l’ho ordinato su AliExpress a due soldi, ma devo ammettere che sta resistendo bene, visto che ci gioca mio figlio di 5 anni e come tutti i bambini “ha la mano pesante”.
La copertura in pelle del pianale del joystick e delle placche è stata recuperata da una vecchia custodia per iPad (thanks Giulio!), mentre l’altoparlante l’ho recuperato da una vecchia radio.
Le placchette sul retro dove ho fissato gli interruttori sono state ricavate dalla scatola in plastica delle caramelle (o delle gomme? non ricordo), quindi, con un pò di fantasia, potete risparmiare qualche Euro 😉

Direi che per oggi basta così: il risultato finale lo avete visto in foto, avete la lista degli attrezzi e dei materiali e quindi potete farvi un’idea del lavoro che andrete a svolgere.
Io nel frattempo sto già scrivendo la seconda parte, ovvero le istruzioni per la stampa 3D dei vari componenti e i consigli per la rifinitura.

Fatto ciò, bisognerà eseguire tutto il cablaggio e la parte elettrica/elettronica, rifinire i dettagli, installare Retropie e (finalmente) giocare!
Direi che abbiamo materiale per almeno altri due articoli: se siete interessati… io sono qui 🙂

 

Hai letto fin qui? Sul serio? Allora forse ti sono stato utile!

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